Presentazione di ArteScienza 2025

PIANETA IMMATERIALE

Creatività tra reale e virtuale

Pianeta immateriale trae spunto dal pensiero di Jean-Jacques Wunenburger, un filosofo che ha studiato il ruolo dell’immaginario, dei simboli e dei miti nel loro rapporto con la razionalità filosofica, scientifica, politica e culturale contemporanea:

“Se l'immaginario si esprime senza dubbio soprattutto nelle arti e nella rêverie, esso è parimenti all'opera in ogni tipo di percezione spazio-temporale, in ogni sorta di elaborazione dei ricordi, in ogni modalità di prefigurazione del futuro, in ogni forma di adesione a ideali politici o nelle forze di attrazione o repulsione sociale” (Jean-Jacques Wunenburger).

Il dualismo reale - virtuale introduce una tensione prodotta dalla molteplicità dei fenomeni, tra loro interdipendenti, che vanno dall’individualismo allo smantellamento degli assetti normativo-valoriali. La modernizzazione, la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica hanno portato, oltre a favorire la comunicazione, motore della relazionalità e della dilatazione del sé soggettivo, alla sconfessione di ogni sistema stabile, rendendo fluido, variabile e in accelerazione ogni processo produttivo e culturale.

“La sensazione è che il tempo sia divenuto una risorsa scarsa, che tutto ciò che ha una durata temporale duri troppo a lungo, che si debba correre sempre più in fretta per non perdere l’occasione” (Hartmut Rosa).

La tecnologia, la natura, i conflitti sociali sono le tematiche emergenti in questa edizione di ArteScienza. Il Festival pone l’attenzione sulle opere musicali, di danza e sulle installazioni artistiche che tracciano i confini o le relazioni tra l’immaginario e il concreto, tra il virtuale e il reale, cercando di indurre alla più ampia riflessione possibile intorno alla attualità dei temi ecologici, del rapporto dell’uomo con la natura e le tecnologie, delle macroscopiche contraddizioni e derive della società dei consumi.

Michelangelo Lupone
direzione artistica

Programma ArteScienza 2025