ArteScienza

Conoscenza versus Interpretazione
L’evoluzione dei sistemi e dei modi di comunicazione, la sperimentazione e l’applicazione di codici interdisciplinari, lo sviluppo dell’informatica e delle reti interattive, hanno determinato una profonda trasformazione nelle forme di creazione artistica e più in generale dei criteri che guidano la scienza e la cultura. Esiste un margine che delimita e disegna i territori del pensiero scientifico e del pensiero artistico, su di esso si rivolge l’attenzione di ArteScienza. Si tratta di un margine spesso, consistente, dove convergono e si sovrappongono idee e metodi, dove sono possibili comparazioni e correlazioni tra gli indirizzi di ricerca e le tecnologie utilizzate, ma dove restano distinti, riconoscibili e inalterati sia le finalità con cui i due territori osservano i fenomeni reali sia la loro rappresentazione. L’atto che effettua lo scienziato su un fenomeno, è volto alla conoscenza e si avvale di linguaggi e modelli formali condivisi per la sua descrizione, l’atto che effettua l’artista su un fenomeno, è volto alla sua interpretazione e si avvale di linguaggi e modelli formali soggettivi per la condivisione del proprio gesto espressivo.
ArteScienza si propone di svelare e rendere emergenti quelle idee e quei metodi coincidenti tra i due territori, poiché da essi derivano sia il diverso modo di fruizione delle opere d’arte contemporanee più avanzate, sia quei criteri che rifondano per la scienza le categorie spazio-temporali di osservazione del reale.
 
L’edizione 2016 “Dono e Relazione”
L’Arte e la Scienza connessi attraverso l’intuizione, la migrazione dei concetti, le tecnologie e i metodi sperimentali, rispondono alle esigenze di una percezione più sofisticata e complessa della realtà. La bellezza, l’emozione, la comprensione e il sapere sono gli elementi immediatamente riconoscibili della loro sinergia, sono gli elementi che percepiamo come dono per la nostra intelligenza o sensibilità, come gratificazione per l’esistenza, senza che si renda necessaria o che ci venga richiesta una reciprocità.
Si tratta di un dono immateriale, un pregio che dà origine alla relazione tra gli individui, che contribuisce alla coesione sociale, che determina la condivisione di idee e di affetti.
Nell’arte il dono è rappresentato dall’opera in sé e da tutto ciò che in essa è contenuto, che rappresenta e che è in grado di suscitare in chi la propone e in chi la fruisce. Il “fare arte” e la “fruizione dell’arte” diventano una “nuova pratica”, orizzontale, di relazione, svincolata da gerarchie, da vincoli di mercato e dall’obbligo dello scambio.
Le caratteristiche di “immaterialità” e “invisibilità” fanno della musica un dono sui generis in quanto essa non si identifica in alcun oggetto che possa essere scambiato. E’ un evento che può diventare “processo” quando l’azione del fruitore ne determina il cambiamento e quando si correla all’ambiente circostante, quando cioè diventa interattiva e adattiva.
Concepire una musica adattiva, in grado di mutare i suoni e la forma in funzione del contesto acustico, luminoso, ambientale e del trascorrere del tempo, significa porgere all'ascoltatore un'esperienza costantemente rinnovata e vitale. La musica adattiva, integrata all'architettura e all'ambiente urbano con elementi scultorei e plastici in grado di produrla e veicolarla nello spazio circostante, rende la percezione del luogo dinamica e la fruizione è stimolata al confronto, alla memoria e alla predizione.
Queste considerazioni rappresentano la comune base concettuale che permette l'apprezzamento e il godimento della musica che indissolubilmente si lega alla ricerca scientifica. Se tale base concettuale viene però allargata, in altre parole se i suoni, la musica e la fruizione diventano reciprocamente l'uno causa dell'altro, in un rapporto dialettico che genera un'opera interattiva con l'ascoltatore, adattiva con l'ambiente circostante, ed evolutiva nel tempo, allora possiamo comprendere lo scenario ideativo di artescienza 2016.
Uno scenario cangiante, inconsueto, che valorizza gli spazi di sei diversi luoghi, che ospita invenzioni d’arte, musicisti e artisti internazionali affermati, noti al grande pubblico, e giovani il cui talento ci offre, oltre che le idee, l’incontro con nuove forme espressive.
Esposizioni d’arte, installazioni sonore interattive nei giardini del Goethe-Institut Rom, Performance di musica-danza e video, Colloqui con artisti e Stage, Master class di perfezionamento musicale (ben cinque nella presente edizione) costituiscono il tessuto di artescienza che quest’anno si svolge parte in estate e parte in autunno.
Un grazie a tutti i partner che hanno contribuito alla realizzazione di artescienza 2016, in particolare al Goethe-Institut Rom che mette a disposizione la sua sede per le iniziative di luglio.
Centro Ricerche Musicali

Il Festival ArteScienza si è tenuto per la prima volta nel 1993, e proprio nella stessa cornice in cui quest’anno sarà rappresentato con molte attività interessanti, innovative e straordinarie per ben due settimane: il Goethe-Institut di Roma. Siamo molto felici che, dopo alcuni anni, dalla scorsa estate si siano rinnovati questo intenso scambio e i progetti comuni tra il Festival e il Goethe-Institut di Roma. Il Goethe-Institut – rappresentato in tutto il mondo da 162 istituti presenti in 92 paesi, e in Italia da 7 Goethe-Institut – sostiene la cultura contemporanea. Per noi sono importanti quei formati e quei progetti che promuovono nuove esperienze visive e sonore, che stimolano la curiosità e che permettono di abbandonare il “già visto” e avvicinarci al nuovo. ArteScienza fa proprio questo, e perciò rappresenta per noi un partner importante. Insieme abbiamo elaborato per voi un programma che vi mostrerà molte cose insolite, spettacolari e uniche. Cosa che fa particolarmente piacere è che il programma del festival si svolgerà in gran parte nel Goethe-Institut Rom.
Siamo curiosi di vedere se questi progetti vi piaceranno e non vediamo l’ora di accogliervi e conoscere le vostre reazioni.
Gabriele Kreuter-Lenz, direttrice Goethe-Institut Italien