ArteScienza 2017

La condizione d’instabilità degli eventi e delle relazioni, i mutamenti improvvisi e imprevedibili, l’incertezza esistenziale delle persone che caratterizzano la vita sociale contemporanea, ha grandi ripercussioni sull’esperienza dell’uomo, sui processi di apprendimento, sulla stessa percezione della continuità della sua vita.  
Nella società “liquida”, formazione e apprendimento devono essere permanenti e protrarsi per tutta la vita perché “la ‘costituzione’ dei sé o delle personalità è impensabile in qualsiasi altro modo che non sia quello di una ri-formazione costante e perennemente incompiuta” (Bauman, Cultura liquida). 
Affinché questo accada abbiamo bisogno di ripensare i processi della globalizzazione in termini ecologici, riconsiderare come i principi di democrazia e libertà possano oggi essere attuati in un mondo che non ha più le certezze e le dimensioni degli stati nazionali territoriali. 
Possedere una “coscienza ecologica” significa essere consapevoli, capire i principi complessi che sostengono l’intreccio della vita; solo riferendosi a tale “coscienza” è possibile progettare un futuro che armonizzi l’uomo con gli altri esseri viventi, con l’ambiente e con la tecnologia. 
Un “progetto del futuro” deve necessariamente toccare anche l’insieme complesso di sentimenti, aspirazioni, di nessi cognitivi e percettivi che interagisce con l’insieme delle necessità materiali. La coesistenza e l’interazione dei due insiemi definisce ciò che riconosciamo come “qualità della vita”.
La creatività, scrivevamo in una delle precedenti edizioni di ArteScienza, rappresenta, in forme diverse, la naturale attitudine della vita di ognuno e si rivela essenziale per il ruolo che può assumere nella crescita personale e nello sviluppo delle relazioni interpersonali e con l’ambiente. 
Nello specifico dell’arte, possiamo considerare la creatività come il mezzo privilegiato che l’artista utilizza per indagare e interpretare la realtà, un’attitudine che diventa un processo volontario, direzionato, per capire le connessioni intime dei fenomeni, per rendere emergenti all’attenzione del pubblico, quegli aspetti non palesi, quel destino delle cose e degli eventi che usiamo definire “anticipazione” o “invenzione del futuro”. 
artescienza 2017, come il titolo “Inventare il futuro” suggerisce,  punta sull’invenzione come “farmaco intelligente” che mira a sanare le criticità del presente in una prospettiva futura e come inventio (ritrovamento) intendendo con ciò “qualsiasi nuovo mezzo che tende a facilitare il lavoro, a migliorarne i prodotti, a produrne di nuovi”. Attraverso l’invenzione crea una continuità tra esperienze espressive e artistiche del passato e del presente per proiettarsi nel futuro, che è già in atto.

Centro Ricerche Musicali 

 

Il Goethe-Institut è lieto e orgoglioso di rinnovare anche quest’anno la collaborazione con l’importante Festival ArteScienza.
Il Goethe-Institut è presente in oltre 90 paesi con 163 istituti e annovera tra i suoi obiettivi quello di promuovere la conoscenza di nuove tendenze nel campo dell’arte, della musica, del teatro, del cinema e di stimolare importanti dibattiti su temi di attualità, tanto da rendere una collaborazione con ArteScienza quasi imprescindibile. Inoltre il primo Festival ArteScienza si svolse nel 1993 in collaborazione del Goethe-Institut e proprio nella nostra sede.
Anche quest’anno proponiamo un argomento, che ci riguarda tutti – e non solo noi. In occasione del 500° anniversario di Martin Lutero ci siamo chiesti: cosa dobbiamo riformare oggi? Quali riforme, quali cambiamenti e quali nuove prospettive sono necessari, per migliorare il mondo in cui viviamo? Il Festival riassume questo argomento sotto il bel titolo “Inventare il Futuro” e potete essere ben curiosi di conoscere cosa ci riserverà il futuro.
Non vediamo l’ora di assistere a tutte le numerose manifestazioni e presentazioni e soprattutto non vediamo l’ora di incontrarvi al Festival ArteScienza.

Gabriele Kreuter-Lenz, Goethe-Institut Rom